Metropac di Accademia IUAD al Fuorisalone 2026: Pac-Man diventa architettura urbana a Milano

Un’installazione immersiva nel cuore dell’Università degli Studi di Milano trasforma il linguaggio del gaming in esperienza metropolitana tra design, tecnologia e cultura contemporanea

Nel cuore del Fuorisalone 2026, tra le corti storiche e le installazioni più sperimentali della città, Accademia IUAD si impone come una delle presenze più interessanti con Metropac, un progetto immersivo che ridefinisce il rapporto tra gioco, architettura e spazio urbano. L’installazione, ospitata nel suggestivo Sottoportico dell’Università degli Studi di Milano in via Festa del Perdono, trasforma l’iconico universo di Pac-Man in un’esperienza fisica e percettiva che dialoga con la città contemporanea.

Firmato dagli studenti IUAD della sede di Napoli e coordinato dal professor Salvatore Colasanto di Studio CM Architetti, Metropac nasce come laboratorio progettuale che fonde ricerca sui materiali e sperimentazione tecnologica. Il risultato è un’installazione che dimostra come la formazione possa diventare terreno attivo di innovazione, trasformando gli studenti in progettisti consapevoli, capaci di tradurre linguaggi contemporanei in visioni concrete.

Ispirato all’immaginario senza tempo di Pac-Man, il progetto utilizza il celebre personaggio come metafora della condizione urbana: un continuo attraversamento di percorsi, scelte e ostacoli. In linea con il tema del Fuorisalone 2026, Metropac interpreta la città come una piattaforma interattiva, dove reale e virtuale si sovrappongono generando nuove modalità di relazione e percezione.

L’installazione si sviluppa in tre ambienti distinti ma interconnessi, costruendo un percorso immersivo che coinvolge il visitatore su più livelli. Ceramica, stampa 3D, neon e ledwall convivono in un equilibrio sofisticato tra artigianalità e innovazione, dando forma a un’architettura che rende tangibile l’immaginario digitale.

Il primo spazio rievoca il labirinto del gioco attraverso superfici luminose e segni grafici che avvolgono il visitatore. Qui il dialogo con la città si fa esplicito grazie al richiamo al segno iconico di Franco Albini, elemento distintivo della metropolitana milanese, che trasforma il percorso in una metafora del movimento urbano contemporaneo.

Il secondo ambiente, rivestito in piastrelle bianche, sorprende con un’estetica volutamente provocatoria: urinatoi e lavabi reinterpretano il linguaggio del gioco in chiave ironica. Il riferimento all’approccio dissacrante di Marcel Duchamp introduce una riflessione sul concetto di oggetto e funzione, spingendo il design verso una dimensione critica capace di ridefinire lo spazio quotidiano.

Il terzo ambiente conclude – o forse inaugura – il percorso con tre nicchie luminose ispirate ai fantasmi del gioco. Qui il ritmo rallenta e l’esperienza si fa contemplativa: il visitatore è invitato a sostare, riflettendo sul rapporto tra dimensione ludica e realtà urbana, tra velocità digitale e tempo fisico.«Con Metropac vogliamo affermare il ruolo dell’Accademia come luogo di sperimentazione culturale e progettuale» – dichiara Michele Lettieri – «il design oggi deve interpretare i cambiamenti sociali, tecnologici e urbani. I nostri studenti hanno trasformato un’icona del gaming in una riflessione sullo spazio pubblico e sulla città contemporanea».

Il progetto segna anche un passaggio importante per IUAD: dal prossimo anno accademico, il corso di Design e Architettura degli Interni sarà attivo anche a Milano, rafforzando la presenza dell’Accademia nel panorama creativo della città e consolidando il suo ruolo come piattaforma educativa capace di connettere tradizione e innovazione.

Metropac non è solo un omaggio a un’icona pop, ma una vera dichiarazione di metodo: il futuro del design può nascere dall’immaginario, attraversare il gioco e trasformarsi in città.


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