3 italiani su 4 cercano hotel che raccontino il territorio: la “curation economy” cambia il volto dell’hôtellerie

Secondo il nuovo Osservatorio di Aries Group e YouGov, cresce il desiderio di soggiorni autentici, immersivi e meno standardizzati, dove l’hotel diventa interprete della cultura locale e spazio di decompressione contemporaneo

C’è un nuovo modo di vivere l’hôtellerie, e passa sempre meno dall’idea tradizionale di semplice luogo dove dormire. Oggi il viaggiatore cerca connessione emotiva, autenticità, esperienze personalizzate e un legame reale con il territorio che lo ospita. È questo il quadro emerso dal nuovo Osservatorio “La curation economy nell’hôtellerie: come cambia il modo di scegliere dove soggiornare”, realizzato da Aries Group in collaborazione con YouGov.

Secondo i dati, quasi 2 italiani su 3 considerano importante il rapporto tra hotel e territorio circostante, mentre il 75% dichiara che si sentirebbe più coinvolto emotivamente durante il soggiorno se la struttura fosse capace di raccontare in modo autentico la cultura locale. Una trasformazione che riflette un cambiamento profondo nelle aspettative contemporanee legate al viaggio e all’esperienza dell’abitare temporaneo.

L’hotel non è più solo ospitalità, ma esperienza culturale

Se per il 57% degli italiani l’hotel rimane ancora principalmente un luogo dotato di comfort e servizi, cresce in parallelo una nuova sensibilità: il 30% considera oggi la struttura ricettiva come una vera porta d’accesso al territorio e alle comunità locali.

Ed è proprio qui che entra in gioco il concetto di “curation economy”: l’idea che l’hotel possa diventare curatore di esperienze, selezionando attività, realtà locali, contenuti culturali e momenti autentici capaci di costruire un soggiorno più immersivo e memorabile. Oltre 7 italiani su 10 reagiscono positivamente a questo approccio, a patto che rimangano elevati gli standard qualitativi della struttura.

Cresce il valore dell’autenticità e della memoria dei luoghi

Sempre più rilevante anche il tema della riqualificazione architettonica e dell’identità degli spazi. Due italiani su tre dichiarano infatti di apprezzare maggiormente il soggiorno sapendo di alloggiare in edifici recuperati, come ex fabbriche, palazzi storici o complessi industriali trasformati in hotel contemporanei.

Un dato che racconta il crescente interesse verso forme di ospitalità capaci di preservare memoria, estetica e patrimonio urbano, trasformando l’esperienza alberghiera in qualcosa di più narrativo, culturale ed emozionale.

Il lusso contemporaneo? Esperienze personalizzate e meno standardizzazione

Dall’Osservatorio emerge anche un forte desiderio di soggiorni costruiti su misura. Il 74% degli italiani apprezzerebbe ricevere suggerimenti personalizzati direttamente dall’hotel, mentre oltre la metà degli intervistati dichiara di non cercare più soltanto una struttura ricettiva, ma un luogo capace di facilitare una comprensione più autentica del contesto locale.

L’hôtellerie contemporanea sembra quindi avvicinarsi sempre più a un modello relazionale e curatoriale, dove il valore aggiunto non è soltanto il servizio, ma la capacità di creare connessioni significative tra ospite, città e comunità.

La Scorpio Room, una delle sale congressi presenti al Quark Hotel di Milano 

Il bisogno di disconnessione ridefinisce il concetto di comfort

Accanto alla ricerca di autenticità emerge anche un’altra esigenza sempre più centrale: quella di rallentare. Quasi la metà degli italiani considera importante la capacità di un hotel di favorire la disconnessione dalla sovrastimolazione quotidiana, trasformando il soggiorno in uno spazio di decompressione mentale e rigenerazione.

Tra gli elementi più apprezzati figurano la qualità del sonno e il comfort del letto, seguiti dalla presenza di spazi verdi, dal silenzio delle camere e da ambienti dal design rilassante con materiali naturali e luci soffuse. Anche wellness, spa e attività come yoga e massaggi assumono un ruolo sempre più rilevante nella percezione del benessere contemporaneo.

Aries Group sperimenta una nuova idea di ospitalità immersiva

In questo scenario, Aries Group sta sviluppando una nuova fase progettuale orientata proprio alla “curation economy”, con iniziative che intrecciano ospitalità, cultura, lifestyle e comunità locali.

Tra i progetti previsti per il 2026 figurano format culturali, talk, esperienze immersive ed eventi lifestyle nelle diverse strutture del gruppo. A Hotel Villa Pamphili saranno organizzati cinema open-air, incontri con registi e appuntamenti sulla terrazza panoramica, mentre il Quark Hotel ospiterà nuove attivazioni immersive e format aperti anche alla community locale. A Living Place Hotel nascerà invece il nuovo VIVI Sporting Club, concepito come un urban resort contemporaneo dedicato a sport, benessere e socialità urbana.

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