Tra poesia sartoriale, ritorni storici e front row sempre più pop, il racconto di una settimana che ha saputo rallentare — e sorprendere!
Milano Fashion Week dedicata alle collezioni donna autunno-inverno 2026/27, in programma dal 24 febbraio al 2 marzo: nonostante la moda abbia dovuto convivere, anche quest’anno, con l’eco mediatico del Festival di Sanremo, l’attenzione sulla settimana milanese non è stata di certo penalizzata. Anzi. Con il capoluogo meneghino reduce dai Giochi Olimpici Invernali appena conclusi, l’energia in città era palpabile, tra appuntamenti diffusi, showroom privati e passerelle sempre più immersive.
Ecco cosa ci è piaciuto di più — e cosa, ne siamo certi, ricorderemo di questa edizione.
L’ode alla purezza di Anteprima
Da Anteprima la moda si è fatta sospensione. La designer Izumi Ogino ha costruito la sua fall-winter 2026/27 come un paesaggio rarefatto, in dialogo con la sensibilità dell’artista Miyanaga Aiko. Il bianco domina la scena: un bianco pieno, quasi assoluto, che si apre progressivamente al grigio, al verde, fino a sfumature più terrose.
Le silhouette si sviluppano in verticale, con volumi morbidi e avvolgenti. Le gonne sono leggere, attraversate da un movimento impercettibile, mentre l’assenza quasi totale di layering rafforza la purezza della linea. È una collezione che parla di tempo, di persistenza, di delicatezza come forma di resistenza. E sotto una simbolica pioggia di neve, lo show si chiude lasciando un’impressione nitida: ciò che sembra svanire, in realtà, resta.
Alcuni look della collezione FW26 firmata Anteprima
Il lusso sussurrato di Giorgio Armani
La prima linea prêt-à-porter firmata da Silvana Armani per Giorgio Armani non ha gridato al cambiamento. Ha sussurrato. E in quel sussurro si è colta una nuova alba.
Ancora una volta la sfilata è andata in scena di domenica — una scelta strategica che trattiene Milano fino all’ultimo respiro, prima della corsa verso Parigi. In passerella, abiti pensati per donne reali, linee fluide, lusso discreto. Non un passaggio di testimone, ma un cambio di sguardo.
Antonio Marras e la poetica della lentezza
La sfilata di Antonio Marras è andata in scena come un racconto. Protagonista, la Caragol — la chiocciola — simbolo di rifugio, tempo vissuto, evoluzione lenta ma costante. In un’epoca che accelera, Marras invita a rallentare.
Tra giardini immaginari e rose ricamate, la collezione autunno-inverno 2026/27 si sviluppa come una poesia visiva. E poi c’è la borsa “La Caragol”, see now buy now: una bowling bag dalle linee sinuose, interamente realizzata a mano, amuleto simbolico prima ancora che accessorio. Da Marras l’eleganza non è impellenza, ma avvolgenza.

La Caragol Bag firmata Antonio Marras
FRANZI 1864: l’heritage che guarda avanti
Durante la settimana della moda, Franzi ha scelto una presentazione intima, in un appartamento privato in Corso Venezia — a metà tra showroom e residenza — per raccontare la sua nuova fase. Il più antico marchio italiano di pelletteria di lusso, dopo un lungo silenzio, riafferma la propria identità con una collezione che celebra l’artigianalità e la memoria, ma senza nostalgia.
Dal modello Margherita — il bauletto dedicato alla prima regina d’Italia, riproposto in una sofisticata versione Elana bouclé — alla nuova Virginia in suede, passando per piccola pelletteria e creazioni in pelli esotiche, Franzi dimostra che il vero heritage non è un archivio da custodire, ma un linguaggio da riscrivere. Classico, sì. Ma capace di reinventarsi.
L’allestimento dell’appartamento-showroom FRANZI 1864
Quando una (ma)donna ti ruba la scena
Da Dolce & Gabbana l’ospite è diventata protagonista. L’arrivo di Madonna al Metropol ha ipnotizzato la sala: maxi occhiali neri, mini dress corsetto, guanti turchesi. Seduta in front row accanto a Anna Wintour, la popstar ha catalizzato ogni sguardo.
Ci ricorderemo di lei. Della sua presenza magnetica, più che degli abiti in passerella. Perché a volte la moda è anche questo: un’icona che entra in scena e riscrive la narrazione.
Il connubio moda / musica
Mai come in questa edizione le front row sono sembrate backstage di un festival. Da Ferrari con Alicia Keys arrivata direttamente da Sanremo, a Ermanno Scervino con Giorgia in prima fila.
Da GCDS con Emma, Annalisa e Blanco, fino a Emporio Armani con Elodie, Blanco e Tananai. E naturalmente Madonna da Dolce & Gabbana.
Moda e musica non si sfiorano più: si intrecciano. E forse è proprio questa contaminazione a raccontare meglio lo spirito della Milano Fashion Week 2026 — una settimana che non ha avuto paura di dialogare con il pop, con l’arte, con la città.
















