Mamma Rai ci perdonerà: ecco una raccolta dei momenti più audaci (e irresistibili) della storia del Festival
Nonostante le rigide selezioni e la tradizionale “poca voglia di osare”, nella storia del Festival c’è chi riesce a superare i tabù, insinuando nella scaletta ufficiale un pizzico di seduzione, di politica e perfino di ribellione. Basta poco: una parola fuori copione, un gesto inatteso, una frase che scivola oltre la prudenza televisiva.
Da un lato c’è la politica — come quando Ghali ha portato sul palco il tema del genocidio di Gaza, incrinando l’equilibrio rassicurante del prime time, o quando la signora Gianna Pratesi, 105 anni, memoria vivente della Repubblica e superospite della prima puntata di Sanremo 26, ha ricordato in diretta il suo voto del ’46, dichiarando con ironica fierezza: «A casa eravamo tutti comunisti», per poi chiudere con un beffardo “ciao ciao fascisti” , con buona pace della dirigenza Rai.Dall’altro, i tabù più intimisti — quelli del corpo, del desiderio e della sensualità — che, nonostante il formalismo sanremese, ogni tanto riescono a farsi largo tra luci, archi d’orchestra e copioni perfettamente allineati. Ed è qui che entra in gioco un’altra provocazione, meno ideologica ma altrettanto rivoluzionaria: quella del sesso.
Secondo Wyylde, la piattaforma europea dedicata alla sessualità libera, alcune delle canzoni più sensuali e audaci della storia italiana sono proprio nate o passate per Sanremo. “Un’emozione da poco” di Anna Oxa trasforma la vulnerabilità in una danza erotica di sguardi e tensione, mentre Patty Pravo, con “Pensiero Stupendo”, rompe ogni barriera tra desiderio e immaginazione, facendosi simbolo di una femminilità libera e ribelle — un atto di disobbedienza poetica in diretta su Rai Uno.
Negli anni ’90 l’erotismo diventa più visibile: Paola & Chiara con “Furore” o la coppia Sabrina Salerno & Jo Squillo in “Siamo donne” portano in scena una sensualità fisica e consapevole. Le coreografie, i look e i testi oscillano tra provocazione e ironia, anticipando temi di emancipazione e autodeterminazione che oggi sembrano scontati ma che allora erano rivoluzionari.Con l’arrivo dei Måneskin e di Rosa Chemical, la sensualità diventa esplosione. I primi fanno del rock un esercizio di pelle e sudore, il secondo porta sul palco la libertà dei corpi e delle identità, con un linguaggio esplicito e teatrale (come dimenticare il bacio a Fedez, in prima fila durante l’edizione co-condotta dall’allora moglie Chiara Ferragni? )

Il bacio tra il cantante in gara Rosa Chemical e il rapper Fedez, durante la serata finale del Festival di Sanremo 2023 – Il “nude-look” sfoggiato della modella Irina Shayk, co-conduttrice della terza serata di Sanremo 26.
I brani più sexy di Sanremo 2026
Anche quest’anno, tra le ballate romantiche e gli inni generazionali, non mancano testi che raccontano l’intimità in chiave diretta e sensuale:
- Samurai Jay – “Ossessione”: un inno al desiderio fisico, esplicito e cinematografico, tra notti infuocate e attrazione inevitabile.
- Elettra Lamborghini – “Voilà”: il gioco della seduzione in versione glamour, fatto di ammiccamenti, corpi e complicità.
- Chiello – “Ti penso sempre”: sensualità malinconica, dove i ricordi diventano carezze e la metafora del letto racconta l’assenza più che il possesso
La nuova scena canta il desiderio con un linguaggio più diretto, meno colpevole. Artisti maturi scelgono l’eleganza dell’allusione, i giovani la forza della dichiarazione. Il risultato è un mosaico di sensualità contemporanea: ibrida, consapevole e autentica.
Tra passato e presente, le canzoni più audaci e seducenti secondo la community di Wyylde
Secondo gli utenti iscritti alla principale community europea dedicata alla sessualità libera, consensuale e autentica, sono diversi i brani che in questi anni hanno affrontato il tema della sessualità, declinata in varie sfaccettature, classificati in ordine di preferenza.
Anna Oxa — “Un’emozione da poco” (1978)
Sabrina Salerno & Jo Squillo — “Siamo donne” (1991)
Paola & Chiara — “Furore” (1997)
Måneskin — “Zitti e buoni” (2021)
Rosa Chemical — “Made in Italy” (2023)
Patty Pravo – “Pensiero Stupendo” (1978)
Alla fine, Sanremo resta sempre Sanremo: un palco che, pur tra prudenza e perbenismi, non smette di flirtare con i tabù — e di far arrossire anche Mamma Rai.
















