Partner di Entrupy, 1000LANDS è la prima realtà italiana a introdurre un’etichetta elettronica certificata per le borse pre-loved di lusso.
Nel panorama sempre più competitivo del luxury resale, dove fiducia e trasparenza sono diventate le vere valute di scambio, 1000LANDS compie un nuovo passo pionieristico. Innovativa realtà italiana fondata nel 2021 da tre imprenditrici con una solida esperienza nel fashion, 1000LANDS è stata la prima piattaforma a portare il modello delle aste live streaming nel mondo delle borse e degli accessori pre-loved, rivoluzionando l’esperienza digitale del second hand di lusso.
Abbiamo incontrato Greta Caterina Biffarino, Co-founder di 1000LANDS, che ci ha raccontato come il mercato del luxury pre-loved stia affrontando uno dei suoi nodi più delicati e strategici: la lotta alla contraffazione.
1000LANDS lancia AUTENTITAG come nuova frontiera dell’autenticità nel luxury resale. Perché oggi è sempre più importante poter garantire l’autenticità di un prodotto?
G.C.B. Perché la contraffazione è diventata sempre più sofisticata e difficile da individuare, anche per occhi esperti. Oggi i falsi replicano materiali, dettagli e lavorazioni con una precisione impensabile fino a pochi anni fa. Allo stesso tempo, fortunatamente, anche i consumatori sono cresciuti: sono più informati, più consapevoli e pretendono giustamente strumenti chiari e verificabili. Il mercato si è evoluto insieme a loro. Proprio per rispondere a questa esigenza di maggiore tutela e trasparenza abbiamo introdotto AUTENTITAG: non una semplice dichiarazione, ma uno strumento concreto che permette di accedere a informazioni verificabili in modo immediato. Vogliamo dare ai nostri clienti ciò che è giusto che abbiano: certezza, chiarezza e zero ambiguità.
Il mercato del second hand è in forte espansione. Quanto pesa oggi il tema della fiducia nelle decisioni di acquisto?
G.C.B. La fiducia è il vero asset del resale, soprattutto quando si parla di beni che hanno non solo un valore economico rilevante, ma anche un forte contenuto emotivo e identitario. In un mercato come questo servono standard chiari e trasparenti. Proprio per questo motivo abbiamo scelto di investire in tecnologia, con l’obiettivo di rendere la fiducia qualcosa di concreto e verificabile, non solo una sensazione. Vogliamo che chi acquista possa farlo con serenità, sapendo che dietro c’è un controllo reale e oggettivo.
AUTENTITAG introduce una sorta di “passaporto digitale” accessibile via NFC. In che modo cambia l’esperienza del cliente?
G.C.B. AUTENTITAG trasforma una borsa in un oggetto “parlante”. Avvicinando lo smartphone si accede a una scheda digitale che raccoglie tutte le informazioni rilevanti: modello, materiali, certificazione Entrupy e dettagli utili alla verifica.
Se oggi l’Unione Europea ha introdotto il Digital Product Passport per i prodotti di nuova produzione, noi abbiamo scelto di raccogliere la sfida nel mondo del pre-loved, dove queste informazioni spesso non esistono o sono difficili da reperire. AUTENTITAG diventa così un vero e proprio “biglietto da visita digitale” dell’oggetto: semplice, consultabile e pensato per accompagnarlo nel tempo.
Siete il primo partner italiano di Entrupy per numero di certificazioni emesse. Quanto è strategica questa collaborazione?
G.C.B. G.C.B. Essere tra i principali utilizzatori del servizio Entrupy in Italia, di per sé, non è un elemento distintivo assoluto: in teoria qualunque commerciante potrebbe aumentare il numero di autenticazioni e scalare questa classifica.
Ciò che ci differenzia davvero è altro. Dopo oltre un anno di confronti e trattative, siamo stati scelti direttamente da Entrupy come reseller ufficiale autorizzato per l’Italia. Non siamo stati noi semplicemente a scegliere la loro tecnologia: è Entrupy che ha scelto 1000LANDS, riconoscendoci credibilità, solidità e un ruolo attivo nella lotta alla contraffazione.
Questo significa che siamo gli unici autorizzati a rivendere i servizi Entrupy su tutto il territorio nazionale, sia a privati sia ad aziende, peraltro a condizioni agevolate rispetto a quelle normalmente applicate. È un riconoscimento concreto della nostra autorevolezza professionale e del percorso costruito in questi anni: non solo utilizziamo uno standard internazionale, ma contribuiamo a diffonderlo e a renderlo accessibile al mercato italiano. Ed è proprio questo aspetto a rappresentare il vero valore strategico della collaborazione.
Quali garanzie offre concretamente un certificato Entrupy e qual è il costo per il cliente finale di una certificazione di autenticità rilasciata a corredo di una borsa acquistata tramite una vostra asta?
G.C.B. Entrupy si basa su un sistema che combina intelligenza artificiale e microscopia ad altissima precisione, in grado di analizzare micro-dettagli non rilevabili a occhio nudo e confrontarli con un database costruito su migliaia di articoli autentici. Il risultato è un certificato digitale, verificabile online, univocamente associato al singolo prodotto e quindi non riutilizzabile su altri articoli.
Si tratta di un documento che ha valore legale a tutti gli effetti: rappresenta una tutela concreta per il cliente e può essere utilizzato anche in sede giudiziale qualora emergessero contestazioni legate alla contraffazione. A questo si aggiunge un ulteriore elemento di solidità: Entrupy prevede una garanzia finanziaria sull’esito dell’autenticazione, assumendosi una responsabilità diretta in caso di errore.
Per quanto riguarda il costo, tutte le luxury bag vendute all’asta da 1000LANDS vengono fornite corredate dal certificato di autenticità Entrupy senza alcun costo aggiuntivo per il cliente. È una scelta precisa: riteniamo che la certificazione non debba essere un servizio opzionale, ma uno standard incluso, parte integrante dell’esperienza d’acquisto e della trasparenza che garantiamo.

Greta Caterina Biffarino, Co-founder di 1000LANDS
Avete registrato una crescita nella domanda di autenticazione?
G.C.B. Assolutamente sì! Negli ultimi anni la richiesta di certificazioni è cresciuta in modo significativo, sia da parte dei clienti finali sia dei reseller. Il consumatore oggi è molto più informato e pretende trasparenza, sin dal primo approccio.
Gen Z e Millennials sono tra i vostri principali utenti. Perché i più giovani sono così attratti dal pre-loved?
G.C.B. Non è solo una questione di prezzo, credo si tratti anche di identità. Le nuove generazioni cercano unicità, pezzi che raccontino qualcosa. Il vintage è espressione personale, è scelta consapevole, è anche sostenibilità. Comprare pre-loved significa sottrarsi alla logica dell’iper-produzione e scegliere qualcosa con una storia.
Dove acquistano e cosa cercano principalmente?
G.C.B. Prediligono esperienze dinamiche: aste live, contenuti digitali, momenti interattivi. Cercano modelli iconici, pezzi rari, articoli con potenziale di rivalutazione. Ma cercano anche storytelling: vogliono sapere da dove arriva quell’oggetto, in che anno è stato prodotto, perché è speciale.
Come immagina evolverà il concetto di autenticità nei prossimi cinque anni?
G.C.B. L’autenticità non sarà più soltanto una risposta alla domanda “vero o falso”. Diventerà un ecosistema di informazioni accessibili, verificabili e trasferibili nel tempo.
Nel nuovo scenario normativo europeo, i prodotti di nuova fabbricazione saranno sempre più accompagnati da strumenti regolamentati che ne tracciano il ciclo di vita. Nel mondo del second hand, invece, la sfida è diversa: costruire trasparenza dove prima non esisteva.
Credo che nei prossimi anni ogni oggetto di valore avrà una propria scheda informativa evoluta, capace di accompagnarlo nei diversi passaggi di proprietà e di rafforzarne la credibilità sul mercato. Noi stiamo lavorando proprio in questa direzione: rendere la fiducia qualcosa di concreto, semplice da consultare e pensato per il resale.
















